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Il Cristo Svelato

o Luce nascosta

Giuseppe Corcione 

Inaugurazione “Cristo svelato” 7 giugno 2011.  

Il Centro Storico della Città evidenzia ancora oggi, con chiarezza e con una singolarità unica tra le città dell’Europa tutta, la strutturazione in “insulae”: agglomerati urbani omogenei e caratterizzati da un unico motivo fondativo e funzionale che oggi vengono detti “isolati”. L’insula del Monte Manso di Scala raccoglie nel suo perimetro la Cappella Sansevero e questa costituisce la parte  più  preziosa  dell’isolato,   nell’angolo  sul  quale  essa  si sviluppa  affacciandosi  sulla  grande  e  incommensurabilmente importante insula domenicana di San Domenico Maggiore. Sulla precisa verticale della Cappella Sansevero, la Fondazione Monte Manso ha la sua Cappella, preziosa e ricchissima testimonianza dell’arte sacra dei secoli XVII e XVIII. Ecco il motivo della committenza del Governo di Monte Manso che affida ad un giovane scultore contemporaneo, Giuseppe Corcione, la realizzazione di un “Cristo svelato”: nella Cappella Sansevero il Cristo è “velato”. L’anello di congiunzione tra i due splendidi monumenti,  è nella figura del Cristo, velato e disvelato che guardato con lo sguardo dell’arte riesce sempre a comunicare emozioni e domande profonde.”

Monsignor Vincenzo de Gregorio

Abate Prelato della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro

Nel 2009, si è definitivamente acclarato che nel 1747 la Fondazione acquistò da Don Raimondo de Sangro Principe di San Severo l’area sovrastante la Cappella Sansevero e nel 1748 per Concessione di Papa Benedetto XIV fu edificata la Chiesa lavori curati dall’Arch. Mario Gioffredo, come riportato dal nel libro “Il Real Monte Manso nella Storia della città e della nobiltà napoletana” curato dal prof. Vincenzo Cerino. Nel 2010 il Governo del Monte ha approvato con entusiasmo il progetto presentato dal giovane artista Giuseppe Corcione di realizzare un’opera dal titolo “Cristo svelato o Luce nascosta” collocata parallelamente al Cristo sottostante, potremmo dire una trasmutazione.  L’opera che rappresenterà l’opportunità di mettere in evidenza l’altro momento saliente della vita del Cristo, dopo la morte ben descritta nella cappella al piano inferiore, quello della resurrezione. Con l’intento di porre all’attenzione della città di Napoli escogitazioni poetiche specifiche atte a dimostrare l’orgoglio delle radici cristiane dell’occidente, ed attirare contemporaneamente l’attenzione sull’incomparabile complesso del Monte Manso. L’opera consiste in una scultura di un Cristo Risorto di materiale misto. Il Cristo è affiancato da figure di Angeli in terracotta a grandezza naturale con arti scolpiti in legno, vestiti con seta di ottima qualità, riecheggiando le sculture del ‘700 napoletano. L’evento fu inserito tra le iniziative del percorso dell’arte del Giubileo di Napoli anno 2011 da S.E. Rev.ma il Cardinale Crescenzio Sepe Arcivescovo Metropolita di Napoli. L’opera fu realizzata con il contributo di:  Cariparma, Scaturchio pasticceria, Gianni Carità,  Imam Service, Tulino CTM, Ellemme; Fiorimania.